4 idee per iniziare a lavorare nel settore della traduzione

23 Dicembre 2020
3 idee per lavorare nel settore della traduzione

Se hai appena conseguito la laurea, probabilmente starai pensando a come poter iniziare a lavorare nel settore della traduzione, avrai tante domande e ti piacerebbe ricevere consigli da qualcuno che abbia vissuto prima quello che adesso stai vivendo tu.

Beh, eccomi qua. Ho iniziato a tradurre nel 2008, sono già stata al tuo posto, ho fatto tantissimi errori ma ho anche avuto la fortuna di poter contare su ottimi maestri, che mi hanno insegnato molto e mi hanno aiutato quando ne avevo bisogno. Da oggi su questo blog potrai trovare, una volta al mese, articoli inerenti la professione del traduttore; tratteremo tematiche quali come iniziare, quali strumenti utilizzare, come trovare clienti ecc.

Per il momento ti propongo tre idee per iniziare a fare i primi passi in questo mondo.

1. Aderire a un’associazione di traduttori professionisti

In Italia, le più conosciute sono AITI e ANITI. Aderire a questo tipo di associazioni comporta diversi vantaggi per i soci, tra cui: opportunità di formazione interessanti a prezzi agevolati o gratuiti; l’accesso a servizi di consulenza; la possibilità di poter ottenere maggiore visibilità sul mercato; la possibilità di confrontarsi con altri soci e scambiare informazioni, opportunità di lavoro, risorse ecc.

2. Tradurre pro bono

Esistono diverse ONG per le quali è possibile fare volontariato proponendosi di tradurre documenti o sottotitolare video, ad esempio.

Purtroppo, essendo appunto volontario, non è un lavoro per il quale potrai richiedere un compenso ma si tratta comunque di un ottimo modo per acquisire esperienza facendo anche del bene. Se hai davvero intenzione di intraprendere questa professione, devi tenere in considerazione che – come ogni professione del resto – presuppone un investimento iniziale (chiamiamolo “spese di avviamento”). In questo caso non si tratta di spendere fisicamente del denaro, ma di investire il tuo tempo e le tue risorse e credimi, ne vale la pena.

Una delle ONG alla ricerca di volontari nel settore della traduzione è Translators Without Borders.

3. Iscriversi a portali di ricerca lavoro

Si tratta di “luoghi” frequentati sia da traduttori sia da committenti (agenzie, colleghi, privati).

I traduttori hanno la possibilità di creare una sorta di pagina profilo, tramite la quale pubblicizzare i propri servizi, ma anche di rispondere a offerte di lavoro pubblicate dai committenti, di ottenere informazioni sui committenti stessi, di scambiare opinioni e consigli con colleghi mediante i forum e altri strumenti messi a disposizione da queste piattaforme. L’iscrizione è gratuita, ma tieni in considerazione che alcune funzionalità potrebbero essere riservate solo ai membri paganti.

Tra i più noti portali di questo tipo, ti consiglio Proz e TranslatorsCafé.

4. Trovare un mentore

Un mentore è una persona a cui ci si rivolge per ricevere un consiglio, che sia in grado di farci da guida o semplicemente possa rispondere a una serie di dubbi e domande che ci attanagliano.

Trovare il giusto mentore, soprattutto nel campo della traduzione, può risultare particolarmente ostico perché – teoricamente – a seconda delle nostre specifiche esigenze, dovremmo cercare qualcuno che lavori con le nostre stesse combinazioni linguistiche, sia specializzato nel nostro stesso settore e abbia avuto un’esperienza simile alla nostra prima di arrivare al punto in cui si trova adesso.

Tuttavia, se la ricerca di un mentore nasce da un’esigenza generica (come per esempio ricevere dritte sull’avvio della carriera), potrebbe essere più semplice trovare qualcuno, anche colleghi con maggiore esperienza, con cui confrontarsi e a cui chiedere aiuto.

E dove lo trovo un mentore?

Le associazioni di traduttori di cui parlavo prima possono essere un’ottima fonte cui fare riferimento, come anche i portali di ricerca lavoro (alcuni prevedono addirittura percorsi di mentoring con altri membri). E ancora, si potrebbe anche pubblicare un annuncio su gruppi di settore sui social media (Facebook, LinkedIn) oppure unirsi a tali gruppi e cercare di identificare tra i membri la persona adatta a rispondere alle nostre richieste. Questo processo potrebbe richiedere del tempo, quindi metti in conto la possibilità di non ricevere immediatamente riscontri alle tue domande. In alternativa, puoi valutare se valga la pena investire in un percorso come questo, che ho lanciato qualche giorno fa.

Occhio all’etichetta

Il rapporto tra mentor e mentee è sicuramente motivo di crescita per entrambi perciò una volta trovato un mentore, tieni in considerazione che entrambi dovreste trarre vantaggio dal rapporto che si verrà a creare e dalle risorse investite.

Un modo per semplificare le cose è, per esempio, preparare in anticipo le tue domande (così da permettere al mentor di arrivare dritto al punto), non cercare di allungare i tempi previsti per ogni sessione, portare a termine le attività assegnate.

Ovviamente questi sono solo alcuni spunti da cui partire, ma spero siano utili per te che stai compiendo i primi passi nel mondo della traduzione. Se hai dubbi o domande, lascia pure un commento qui sotto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *