3 cose da tenere in considerazione prima di “diventare globali”

29 Ottobre 2020
Diventare globali

Ha senso “diventare globali”?

La tua attività ha ottenuto un discreto successo nel tuo paese e stai pensando di espanderti all’estero. Oppure vendi servizi e pensi che la tua offerta possa soddisfare le esigenze di un pubblico presente in paesi diversi. Sognare è legittimo, ma atteniamoci alla realtà per un momento: prima di fare il salto, facciamo un paio di considerazioni.

  1. Diventare globali apre una serie infinite di opportunità ma può comportare anche molti rischi.
  2. Ha senso per la tua attività espandersi a livello globale? I potenziali vantaggi derivanti da una tale scelta compenserebbero i costi stimati?
  3. La tua attività/azienda dispone delle risorse e delle capacità necessarie per entrare in un nuovo mercato e trarne profitto?

Vediamo 3 cose da tenere in considerazione prima di diventare globali: potrebbero aiutarti a capire se questa è l’opzione giusta per la tua attività.

1. RICERCA E PIANIFICA

Ricerca

Prima di espanderti in un nuovo mercato, fai i conti. Cerca di capire in che modo funziona il mercato che hai scelto, chi sono i tuoi concorrenti, qual è la domanda per il tuo prodotto/servizio e se hai bisogno di apportare eventuali modifiche alla tua offerta sulla base di tali parametri nonché di eventuali normative in essere nel paese pertinente. Infatti, alcuni paesi richiedono la conformità a speciali misure in materia di qualità, sicurezza e tecnica, per esempio.

Parlando di modifiche, tieni conto di quanto ti costerà adattare la tua offerta al mercato target e valuta se tale lavoro abbia un ritorno economico effettivo.

Pianifica

In che modo entrerai nel mercato?

Puoi scegliere tra:

  1. Esportazione diretta o indiretta. Tieni presente che molti governi forniscono incentivi e sussidi per gli esportatori: puoi chiedere consiglio alle ambasciate locali e agli istituti governativi, come la Camera di commercio ad esempio;
  2. Acquisizione di un’azienda/attività assimilabile alla tua;
  3. Concessione in licenza.

Prima di scegliere, prova a capire quale metodo può semplificarti l’accesso al mercato e può darti il miglior utile sul capitale investito.

Devi pagare tasse?

Informati sul regime fiscale cui la tua attività sarà soggetta e verifica se sono previste eventuali restrizioni o concessioni fiscali e agevolazioni all’esportazione.

Devi adattare la tua offerta?

Come menzionato, tieni in considerazione eventuali costi di produzione ma anche costi di marketing dovuti a differenze culturali tra il mercato di origine e il mercato target.

Il modo in cui comunichi il tuo prodotto/servizio deve essere rilevante, comprensibile e appropriato per il tuo pubblico di riferimento e spesso ciò comporta la modifica dei contenuti che descrivono tale prodotto/servizio.

Chi gestirà l’attività/azienda? Tu? Una squadra?

Decidi in anticipo chi fa cosa, in modo da sapere dove cercare le risposte a eventuali problemi quando si presenteranno. Probabilmente dovresti pensare di assumere un agente locale o trovare un partner locale, che possa aiutarti a snellire il processo.

2. CONOSCI LE REGOLE DEL TUO MERCATO TARGET

Spesso ciò è fondamentale quando si tratta di stabilire contatti e chiudere un contratto con partner e clienti potenziali di un altro paese.

Devi sapere come salutare le persone, se esiste un dress code da rispettare, se è necessario mantenere un registro formale o meno, ecc. Questo può aiutarti a creare la giusta immagine professionale e in ultimo a lanciare e sviluppare la tua attività/azienda nel paese di riferimento.

3. PUBBLICIZZA LA TUA ATTIVITÀ

Decidi cosa vendere, quali sono i tuoi canali di comunicazione (cartellonistica, quotidiani, sito web, annunci su social media) e costruisci la tua strategia di marketing di conseguenza. Nel farlo, assicurati che i contenuti relativi alla tua offerta possano essere utilizzati nel paese di riferimento.

In molti casi, avrai bisogno di adattarli e/o tradurli.

Di conseguenza, per guidare un’azienda a livello internazionale, dovresti impostare una strategia linguistica e di contenuto.

Pensa a cosa tradurre. Può darsi che non sia necessario tradurre tutto il tuo sito web, ma solo parti di esso, a seconda di quali prodotti/servizi venderai e della tua strategia di internazionalizzazione.

Dubbi? Hai bisogno di una consulenza? Posso rispondere a molte delle tue domande in merito alla traduzione dei tuoi contenuti e alla tua strategia in merito: contattami e sarò felice di aiutarti!

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